Les veilleurs
installation - 2026
Con Les Veilleurs, Aurélie Menaldo gioca con la vetrina come un tipo di spazio che contiene, preserva, permette lo sguardo ma ne impedisce l’accesso.
L’installazione riunisce tre elementi in ferro battuto ed è stata creata appositamente per lo spazio espositivo, secondo le sue dimensioni. Il metallo è già stato utilizzato dall’artista in spazi pubblici, come per l’installazione Éole, un insieme di tornelli trasposti dal mondo del consumo e dei supermercati a quello dei parchi e dei giochi (2016).
Aurélie Menaldo qui lavora il metallo partendo da forme preesistenti che rimuove e ricicla: gli elementi di ferriera sono stati recuperati dalle griglie delle finestre e dei balconi, scelti per le loro forme ornamentali e per il loro possibile assemblaggio.
Il dirottamento degli elementi architettonici è molto presente nell’opera dell’artista – come per le colonne dell’installazione Paradis perdus, 2022. In questo caso si tratta di passare da un dispositivo di sicurezza che protegge le finestre a un semplice elemento decorativo. L’artista trasforma l’oggetto, portandolo altrove. Più si usa la stessa cosa, più ci sono di contenimento o protezione dei corpi: guardiamo le sbarre delle finestre bloccate a turno. L’oggetto non è quindi più una griglia di difesa funzionale, ma un oggetto di sguardi il cui ruolo è quello di tendere verso una poetica assurda.
Nelle sue ultime installazioni, Aurélie Menaldo utilizza un vocabolario che gioca sul confine tra funzione, ornamento e spiritualità. Il titolo porta l’ambiguità della parola guardiano: custode, santo come agente di sicurezza.
Si potrebbe parlare di questi guardiani come di reliquie urbane in una dimensione laica. L’obiettivo è quello di mantenere l’aspetto grezzo del materiale e il lato prezioso della forma.
Questo principio simbolico si ritrova nell’installazione di legno bruciato Palo Santo (2025) o ancora nell’opera Entre-peaux (2025), una serie di maschere per animali in lattice e cera. Queste sculture sono esposte al muro in uno spazio ristretto. Né trofei di caccia, né possibile parure di travestimento, ognuna delle quali è costellata di delicate lacrime di cera. La situazione di grande vicinanza del corpo e delle opere accentua la consapevolezza della loro fragilità
Per Les Veilleurs, Aurélie Menaldo si interessa alla rigidità e alla solidità dei materiali come a regole talvolta impensate. Tra la paura e il carcere, dove la protezione è anche separazione, interroga i nostri modi di costruire l’architettura, la città e la società.
Testo di Pascale Riou, per la mostra alla galeria Showcase, Grenoble
elementi in ferro battuto saldati . 107 x 147 x 9 cm